Alexander Parkes nato a Birmingham nel 1831, fu cresciuto nel culto dell'ideologia dell'invenzione, pur senza aver una formazione scolastica specifica nel campo della chimica e della fisica. Era una condizione abbastanza comune a quel tempo.
Parkes si occupò per qualche tempo della lavorazione della gomma naturale, in momento in cui in questo campo si facevano grandi passi avanti con la scoperta della vulcanizzazione e delle prime macchine di lavorazione. Di qui il suo interesse per altre sostanze che potessero dare risultati simili a quelli della gomma in alcuni impieghi sempre più richiesti dalle industrie.
Studiando il nitrato di cellulosa ottenuto nel 1845 a Basilea da C.F. Schoenbein, Parkes ottenne un novo materiale che poteva essere
"usato allo stato solido, plastico o fluido, (che) si presentava di volta in volta rigido come l'avorio, opaco,, flessibile, resistente all'acqua, colorabile e si poteva lavorare all'utensile come i metalli, stampare per compressione, laminare". Con queste parole l'inventore descriveva la Parkesine, cioè un tipo di celluloide - brevettata nel 1861- in un foglietto pubblicitario diffuso nel 1862, in occasione dell'Esposizione Internazionale di Londra dove furono esposti i primi campioni di quella che possiamo considerare a buon diritto la materia plastica primigenia, capostipite di una grande famiglia di polimeri che oggi conta alcune centinaia di componenti.
![]() Ritorno all'indice |
Segue |
DEL MUSEO |
IL MUSEO |
CANAVESE |
UNA STORIA |
UNA STORIA |
PLASTICI |
INDUSTRIE |