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Ebanite


L' Ebanite Ŕ un materiale ottenuto nel secolo scorso da Charles Goodyear, sottoponendo la gomma a un prolungato processo di vulcanizzazione. Alcuni articoli fabbricati con Ebanite furono esposti nel 1851 al Cristal Palace di Londra. Si tratta di un composto a mezza strada fra le materiale plastiche vere e proprie e la gomma naturale. Durante il prolungato processo di vulcanizzazione si incorporava nella massa dal trenta al cinquanta per cento di zolfo, ottenendo un composto caratterizzato da un elevato potere dielettrico, notevole resistenza ai prodotti chimici, con una certa durezza e rigiditÓ fino a temperature dell'ordine di cinquanta gradi centigradi e con aspetto brillante e lucente. Per molti anni l'Ebanite contrast˛ il passo, in molte applicazioni, alla Celluloide e alle resine fenoliche. Veniva fornito in semilavorati estrusi, successivamente lavorati all'utensile, oppure stampato per compressione con stampi a due impronte. Un grande successo l'Ebanite lo ebbe nell'industria allora nascente delle penne stilografiche. Per moltissimi anni fu usata nei separatori per batterie elettriche, ricevitori telefonici, telaietti per lastre fotografiche, bocchini per fumatori e come materiale per odontotecnica.


Epossidiche


Sono resine termoindurenti di grande importanza tecnica e commerciale, disponibili sul mercato a partire dal 1946, subito dopo la seconda guerra mondiale. I produttori sono numerosi in tutto il mondo, soprattutto per l'interesse sviluppatosi negli ultimi anni nella fabbricazione dei cosiddetti compositi che sono a base di resine termoindurenti (come appunto le epossidiche e le poliestere) con l'aggiunta di rinforzi fibrosi che ne aumentano la resistenza meccanica. Oltre che per i materiali compositi le epossidiche sono usate per componenti dell'industria elettrotecnica, chimica e meccanica.